I Lurker, gli invisibili della rete

I Lurker, gli invisibili della rete

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Tra le varie figure che vi può capitare di incontrare sul web, o come in questo caso di non incontrare, ci sono i lurker. Magari guardandovi allo specchio ne avete uno di fronte ma non lo sapete. Specifico subito che lurker non è un termine offensivo, ma semplicemente una tipologia di utente, anzi è "LA" tipologia di utente per eccellenza. Nella vita reale l’espressione inglese lurker indica colui che sta in agguato, imboscato o si aggira con fare furtivo e circospetto. Un gatto praticamente. Su Internet identifica l’utente che sui social, nelle newsgroup o in altri sistemi di interazione, legge le discussioni senza intervenire. Il 45% dei lurker non a caso ama definirsi un osservatore.

lurker cat

Quando i social network erano agli esordi, non conoscendo la definizione specifica, chiamavo questi utenti “i silenti” e non incontravano le mie simpatie. Per quella che era la mia interpretazione (errata) dei social non apprezzavo chi rifiutava di esporsi rinunciando a dare il proprio supporto, condividere il suo pensiero, in quelle che al tempo parevano normali e sane discussioni. Parliamo di oltre 10 anni fa, i social iniziavano appena a popolarsi, eravamo tutti più giovani e si respirava un’aria profondamente diversa, molto più pulita, su tutte le piattaforme. Insomma, ci si illudeva un po’ di poter cambiare il mondo attraverso i social mentre era il mondo attraverso i social che stava cambiando noi. Ma allora non lo sapevamo e ogni contributo a quella che sembrava essere una giusta causa era decisamente apprezzato.

Ma torniamo a bomba. Come abbiamo detto i lurker sono la tipologia di utente per eccellenza. Nonostante siano sempre di meno (forse a causa del narcisismo dilagante?) i lurker non sono assolutamente una specie a rischio estinzione ma anzi continuano a essere la maggioranza degli internauti. E proprio per questo motivo sono secondo Ted Rubin, social media strategist e web influencer, le persone più importanti sui social media. Su Internet esiste un principio chiamato “90-9-1” o regola dell’1% che suddivide l’utenza web in 3 categorie: i creatori, i partecipanti e gli osservatori. Solamente un utente su cento produce contenuti originali, in 9 condividono e interagiscono con i contenuti realizzati da altri, ben 90 si limitano esclusivamente a osservare e sono definiti per l’appunto lurker. È una “rule of thumb”, regola del pollice, che indica un principio a grosse linee valido, ma non una legge ferrea.

Un importante studio di qualche anno fa ha suddiviso gli utenti che si connettono almeno una volta al giorno sui social network in 3 tipologie: “the enthusiasts, the dabblers and the lurkers”.

enthusiastsdabblers lurkers
Le statistiche sui social media vengono elaborate sull'analisi dei flussi di dati (Big Data) che sono focalizzati sul "rumore", ovvero il coinvolgimento degli utenti (engagement). Lo studio che abbiamo preso in esame si basa su un campione eccezionale di 80000 utenti e analizza il comportamento effettivo delle persone.

 

Gli entusiasti sono il 29%, si connettono ogni giorno sui social, postano minimo 5 volte alla settimana e interagiscono costantemente con gli altri, commentando o approvando i post. I secondi, che potremmo definire amatori, sono il 19% e postano dalle 2 alle 4 volte a settimana, si connettono costantemente per vedere che succede ma non per forza interagiscono, anche se qualcosa gli piace molto non è detto che lo esternino. Ultimi ma non ultimi ci sono gli osservatori, i lurker, che si attestano intorno al 52%. Questa percentuale nella totalità del world wide web è molto più alta. Infatti solo il 70% delle persone contattate utilizza un social network e tra queste son state prese in esame le persone che giornalmente o quasi controllano la propria bacheca. Nonostante una presenza massiccia i lurker postano una volta o meno a settimana con un misero contributo del 5% sul totale dei contenuti nei social media. Una maggioranza silenziosa, forse un po’ introversa, che non dà alcuna soddisfazione alla smania di protagonismo della minoranza rumorosa di cui faccio evidentemente parte. Magari adorano quello che fate, quello che scrivete, i video che postate, ma non ve lo diranno mai. Recenti studi hanno rivelato che la pratica del "lurking" (ma non solo) su Facebook può essere causa di depressione. La soluzione non è certo postare di più, ma semplicemente spendere meno tempo sulla piattaforma alla faccia di Zuckerberg. E voi a quale categoria di utenti appartenete? Per i lurker vale il silenzio-assenso.

Per un approfondimento

 

About the author

Alessio Massidda is an Internet enthusiast since the web was born. Works in the field of communication by 18 years covering different roles. Today he is a creative director, UI/UX designer, copywriter, interested in marketing and branding. Loves traditional paper books, cinema, music, art and animals.

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