Perché Pokémon Go cambierà la vita di tutti

Perché Pokémon Go cambierà la vita di tutti

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Pokémon Go è il fenomeno del momento. Tutti ne parlano e ne scrivono riempiendo le pagine dei giornali e le bacheche dei social network con considerazioni e aneddoti di ogni genere. Considerazioni e aneddotti non sono l'oggetto di questo articolo. Come azienda di Information & Communication Technology ci interessa capire e provare a spiegare come Pokémon Go, volenti o nolenti, influenzerà la vita di tutti noi, detrattori e indifferenti compresi. Per farlo innanzitutto è necessario spendere due parole sulla tecnologia su cui il gioco è basato: la realtà aumentata.

Cosa si intende per Realtà Aumentata?

La realtà aumentata, dall’inglese augmented reality, è sostanzialmente un arricchimento della percezione sensoriale umana mediante un dispositivo, per esempio la fotocamera di uno smartphone. Grazie al supporto tecnologico le informazioni che possiamo percepire dalla realtà che abbiamo di fronte, non si limitano ai 5 sensi ma “aumentano” con la sovrapposizione di elementi artificiali o virtuali.

Cenni storici

La parola augmented reality fece la sua comparsa in alcuni libri dei primi anni ‘40. Ai tempi non esisteva una netta distinzione tra realtà virtuale e realtà aumentata, una cui definizione precisa ancora ad oggi non c’è. Identificare un progenitore dell’una piuttosto che dell’altra è stato oggetto di dibattito. Chi sia il padre della realtà virtuale ancora non è certo. Molti indicano Morton Heilig che fece i primi esperimenti negli anni ‘50 e che nel ‘62 brevettò il Sensorama Stimulator.  Altri il professor Ivan Sutherland. Quest’ultimo, coadiuvato dal suo studente Bob Sproull, è ad ogni modo considerato l’inventore del primo sistema per la visione con realtà aumentata nel 1968. Il suo The Sword of Damocles consisteva in un paio di occhiali collegati a un computer e ad una struttura appesa al soffitto che permetteva una visione caleidoscopica simulando le tre dimensioni.

Realtà Virtuale e Realtà Aumentata

La differenza tra realtà virtuale e realtà aumentata è che nel primo caso ci troviamo ad osservare un contesto realizzato completamente in computer grafica e ad interagire in un mondo totalmente fittizio. Nel secondo invece abbiamo un’integrazione degli elementi virtuali nella realtà che stiamo osservando attraverso il dispositivo tecnologico.

Realtà aumentata ai giorni nostri

Nel corso degli anni la realtà aumentata si è evoluta soprattutto grazie agli smartphone. Ma i primi esempi riconoscibili di questa tecnologia abbiamo iniziato a metabolizzarli grazie a cinematografia e videogiochi che ci hanno mostrato  l’utilizzo di questa tecnica in ambito militare e nei simulatori di volo. Basti pensare agli head-up display (HUD) degli aerei da combattimento, che permettono  al pilota di visualizzare informazioni come la distanza dall’obiettivo o l’inclinazione del velivolo, permettendogli di mantenere lo sguardo fisso su ciò che ha di fronte.

Lo stesso tipo di tecnologia è stata recentemente integrata da Sky, permettendo agli appassionati di MotoGP di visualizzare una serie notevole di dettagli tecnici su moto e piloti. Quando nel 2009 le prime riviste cartacee iniziarono a incorporare la realtà aumentata nelle proprie pagine, gli addetti ai lavori pensavano che avrebbe conquistato le masse. La diffusione invece in questi anni è stata molto più lenta del previsto, nonostante l’uscita di diverse applicazioni interessanti e di indubbia utilità. La realtà aumentata solo dallo scorso anno ha iniziato a essere utilizzata in vari musei in diverse parti del mondo quando l’Asian Civilisations Museum di Singapore l’aveva già sperimentata con successo nel 2011. 

L’investimento dei “Big” sulla RA testimonia quanta fiducia ci fosse, e ci sia ancora, in questa tecnologia. Ma i Google Glass, gli SmartEyeGlass della Sony così come i Microsoft Hololens sinora hanno stentato a decollare, mettendo spesso in discussione le strategie commerciali adottate. In realtà sono semplicemente arrivati troppo presto. E tutto sta per cambiare.

 

Pokémon Go rimescola le carte

Quello che serviva alla RA per decollare era un gioco come Pokémon Go.
Ho sempre sostenuto che l’innovazione si può reputare tale quando c’è una comunità che utilizza e sviluppa un prodotto. La realtà aumentata è un’invenzione del 1968. Ma solo oggi diventa vera innovazione.
L’idea di associare la tecnologia al divertimento per accrescere la confidenza degli utenti non è una pratica nuova. La realtà aumentata poi da subito pareva ben prestarsi alla “caccia al tesoro” e in tanti, noi compresi, hanno sviluppato applicazioni per un uso specifico di questa tecnologia rivolto a una cerchia piuttosto circoscritta di persone. Nel 2012 Google aveva provato a rendere la caccia al tesoro globale  lanciando Ingress sviluppato da Niantic Labs, una sua startup interna. A metà tra una caccia al tesoro e un gioco di ruolo, Ingress ha conquistato circa mezzo milione (non ci sono cifre ufficiali) di giocatori prevalentemente di sesso maschile. Perennemente in fase di beta testing e con continui problemi da risolvere, Ingress è rimasto appannaggio della comunità geek senza valicare quell’uscio che ti permette di entrare nelle case di tutti. Per questo motivo è solo con Pokémon Go che possiamo iniziare a parlare di vera e propria svolta. Associare la caccia al tesoro e la realtà aumentata ai simpatici e popolarissimi mostriciattoli è senz’altro un’idea vincente. Dal mezzo milione di utenti di Ingress siamo passati ai circa 21 milioni di utenti attivi giornalmente solamente negli States a pochi giorni dalla pubblicazione. Le cifre non sono certe e sempre in continua evoluzione ma è assodato che parliamo di numeri paurosi e di una realtà praticamente nota a chiunque. Qualche ora fa sono stati superati i 100 milioni di download dell'applicazione. Mettici poi gli incidenti stradali, la stazione di polizia circondata, il cadavere ritrovato e svariati episodi che lo hanno portato alla ribalta delle cronache e la popolarità, se mai ce ne fosse stato bisogno, è schizzata alle stelle. Il popolo di Ingress sicuramente più piccolo ma probabilmente anche un po’ più digitalmente educato, non era mai arrivato a tanto.  Al di là delle considerazioni sulle conseguenze di questo fenomeno nella vita reale, Pokémon Go è l’inizio di una rivoluzione. La realtà aumentata ieri sconosciuta ai più, in un bit è diventata alla portata di tutti. E se ieri gli occhiali di Google o Sony parevano quasi inutili, c’è da scommettere che in un domani abbastanza prossimo l’andamento delle vendite invertirà il segno. Anche solamente per giocare a un gioco del genere gli occhiali appaiono molto pratici e in grado di ridurre prepotentemente i rischi connessi alla visione tramite telefonino. Si potrà per esempio guidare l’auto in sicurezza utilizzando gli occhiali? A quanto pare sì, come si può vedere dai filmati rilasciati dall’azienda di Mountain View, già in fase di presentazione, che prevedono un utilizzo pratico dei Google Glass da parte di polizia e vigili del fuoco
La sensazione è che Google non sbagli mai un colpo. Oltre alle grandi capacità, la compagnia di Larry Page possiede una visione. E possiede i mezzi per far sì che questa visione diventi collettiva e condivisa. Pokémon Go non è un regalo inaspettato arrivato dal cielo, ma un traguardo (forse tardivo?) di una strategia sviluppata nel tempo. È vero che alla Nintendo sono indiscutibilmente dei geniacci. Così come lo sono alla Niantic Labs. La stessa startup nata all’interno di Google nel 2010. Nel settembre del 2015 la Niantic annuncia la collaborazione con Pokémon Company, un mese dopo lascia Google e in meno di un anno esce con Pokémon Go. Ora non c’è dato sapere quanto di Google sia ancora presente in Niantic. Ma di certo Page & company saranno tra i maggiori beneficiari dell’ascesa della realtà aumentata.
Aumento delle richieste, crescita della produzione, conseguente riduzioni dei costi, così pian piano l’occhiale futuristico entrerà nelle nostre vite. Oltre a militari, forze dell’ordine e vigili del fuoco, pensate ai medici che avranno accesso alle cartelle cliniche dei pazienti con le informazioni proiettate direttamente davanti agli occhi. Pensate ai vantaggi in sala operatoria. O provate a immaginare il navigatore che vi indica il punto esatto in cui svoltare senza che dobbiate distogliere lo sguardo dalla strada. O immaginate che quelle informazioni siano visualizzabili addirittura sul parabrezza stesso della vostra automobile. Beh, è già una realtà sulla quale nel settore automobilistico stanno lavorando da qualche tempo.

O sul casco se andate in moto. Per gli sviluppatori ci sarà davvero di che sbizzarrirsi. E poi ci sono i videogiochi. Non sappiamo quali saranno le nuove frontiere del gaming e fin dove si spingeranno, ma certamente è un mercato che muove soldi e idee. E contribuirà in maniera importante alla diffusione dei supporti per la realtà aumentata e all’abbattimento dei costi. Forse già da questo dicembre qualcuno nella letterina a Babbo Natale scriverà “Google Glass”.

Al di là delle tante considerazioni benevole o malevole che si possono fare su Pokémon Go, una cosa è certa: cambierà la vita di tutti. Ha sfondato il muro dello scetticismo che separa le persone dalle nuove tecnologie. Ha cancellato parte della linea di confine che separa la fantascienza dalla realtà. L’auto di Google che si guida da sola, così come la Tesla del genio visionario Elon Musk sono già reali. Difficile dire quando arriveremo al giorno in cui nessuno guiderà più una macchina. Ma già oggi pensare a un veicolo che ci porti in giro senza che muoviamo un dito e sul cui parabrezza ci mostri informazioni sui monumenti, i ristoranti della zona o i negozi di scarpe a seconda delle nostre disposizioni, più che una visione appare un conto alla rovescia.

Buona realtà aumentata e buon futuro a tutti.

 


 

About the author

Alessio Massidda is an Internet enthusiast since the web was born. Works in the field of communication by 18 years covering different roles. Today he is a creative director, UI/UX designer, copywriter, interested in marketing and branding. Loves traditional paper books, cinema, music, art and animals.

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