Il blog, come e perché

Il blog, come e perché

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Tutti sanno cos’è un blog? Può darsi. Ma in rete è sempre meglio non dare nulla per scontato, soprattutto con voialtri. Il termine blog nasce dall’unione di due parole: “web log” che per l’appunto significano diario del web. Sebbene in molti sostengano che i primi blog esistano dal 1994, l’anno storico di nascita del blog è considerato il 1997: a livello di sviluppo Dave Winer da una parte e Ian Ring dall’altra lavoravano parallelamente su differenti applicativi per la pubblicazione di contenuti. Lato utente, sul finire dello stesso anno, la mente brillante ed eclettica di Jorn Barger coniava il termine weblog e pubblicava giornalmente link relativi ai suoi tanti e molteplici interessi. Lo scopo dichiarato di Barger nel suo Robot Wisdom Weblog era trovare delle interconnessioni tra le proprie disparate passioni che spaziavano dall’arte alla tecnologia, passando per matematica, filosofia e caccia. Due anni più tardi Peter Merholz scomponeva weblog in due parole, “we blog”, dando vita nel 1999 al termine che tutti conosciamo. Altre date significative per l'evoluzione dei blog sono il 2001, anno in cui nasce SixApart, software company che crea diverse piattaforme in grado di supportare blog di diverse dimensioni per grandi e piccole organizzazioni con servizi di hosting. Il 2003 in cui Wordpress offre nuove possibilità a livello di capacità e gestione dei contenuti. Per intenderci, gran parte delle testate giornalistiche utilizzano una base Wordpress o Movable Type di Six Apart. Nello stesso anno Google lancia AdSense che permette ai pubblicatori di contenuti di guadagnare qualcosa grazie alle inserzioni pubblicitarie.

Fondamentale per la crescita del fenomeno è il 2010, anno in cui il web 2.0 diventa standard. Amici giurassici, qui faccio un appello: mettetevi in testa che 2.0 non vuol dire innovazione e men che meno fantascienza, ma trapassato remoto. Il termine risale addirittura al 2004 che sul web è il medioevo. I siti e i blog sono diventati maggiormente interattivi consentendo agli utenti di lasciare commenti. Questa possibilità di interazione tra visitatori e autore, o tra visitatori stessi, ha dato una nuova connotazione ai blog che son considerati a loro volta un canale sociale attraverso il quale si è in grado di intessere nuove relazioni. Oggi si stima che i lettori di blog siano oltre 400 milioni.

Chiunque può tenere un blog, un individuo come un’azienda: l’importante è mantenere una certa regolarità nelle pubblicazioni ed è buona prassi trattare di argomenti correlati tra loro, con una sorta di linea editoriale. Che si tratti poi di viaggi, musica, moda, tecnologia o la vostra vita, ammesso che interessi a qualcuno, sta a voi. Evolvendosi i blog hanno assunto diverse vesti tra le quali fungere da aggregatore di  risorse, link, contenuti, redatti non necessariamente dallo stesso titolare del blog. Ogni articolo o fesseria che pubblicate costituisce un post. Blogger è colui che tiene o cura un blog. Questa attività è denominata blogging. Ci sono innumerevoli piattaforme in grado di ospitare gratuitamente il vostro blog, qualora decidiate di aprirne uno, che sarà un sotto dominio blogspot del sito principale. Alcune di queste piattaforme sono generaliste e aperte a qualsiasi tipo di contenuto, come blogger.com che allo stato attuale è quella che vanta ancora il maggior numero di utenti, mentre altre invece sono dedicate a blog di argomenti specifici, come ad esempio blog.giallozafferano.it per quanto riguarda la cucina. 

Questo articolo vi è stato utile? E figuriamoci. Vi solletica l'idea di diventare dei blogger? Benissimo, basta che non mi riteniate in alcun modo responsabile. Se avete un argomento specifico di cui parlare è buona prassi fare un'indagine e verificare se esistano piattaforme che trattino quell'argomento. In caso affermativo vi troverete in un contesto con altri utenti che condividono la vostra stessa passione che, oltre a offrirvi spunti, potrebbero far parte della vostra audience, come voi della loro. In ogni caso c'è sempre da imparare. Viceversa, se pensate di non aver niente da aggiungere o che per un qualunque motivo non sia il contesto giusto, scegliete una piattaforma che tecnicamente vi si addica, per semplicità di utilizzo o per le possibilità che vi offre. Il blog può essere testuale, fotografico, video (il cosiddetto vlog) o di tutto un po'. Cercate di capire in anticipo quale tipo di template renderà giustizia ai vostri contenuti. Tra le nuove piattaforme segnalo Medium, Ghost e Tumblr, in crescita e tra le più innovative. Fare parte della ricerchia stretta di utenti che producono contenuti originali (ne parleremo prossimamente a proposito di lurker) è senza dubbio edificante, soprattutto se è la passione a guidarvi e non la ricerca del consenso. In quest'ultimo caso il blogging potrebbe diventare frustrante; meglio tornare a sedersi in poltrona o sulla tazza e continuare a leggere gli altri.

About the author

Alessio Massidda is an Internet enthusiast since the web was born. Works in the field of communication by 18 years covering different roles. Today he is a creative director, UI/UX designer, copywriter, interested in marketing and branding. Loves traditional paper books, cinema, music, art and animals.

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