Sinnova 2016, tiriamo le somme

Sinnova 2016, tiriamo le somme

sinnova cagliari
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Il 6 e 7 Ottobre 2016 si è svolta la quarta edizione di Sinnova all’Ex Manifattura Tabacchi di Cagliari.
Organizzata da Sardegna Ricerche in collaborazione con l'Assessorato regionale della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio, la quarta edizione del Salone dell’Innovazione è stata senz’altro la migliore di sempre.
Decisiva certamente la scelta del luogo. I locali storici dell’Ex Manifattura, definitivamente riqualificata e riaperta al pubblico, si sono rivelati uno spazio adeguato ad accogliere le 132 aziende sarde presenti e gli oltre 3000 visitatori accorsi. Più di 5500 mq (su un totale di 6182) ottimamente ripartiti tra box dedicati alle aziende, sale per workshop e conferenze, aree dedicate ai forum e agli incontri B2B (business to business) con imprenditori nazionali e internazionali (più di 50 operatori stranieri), il FabLab con le stampanti 3D e l’area ristoro. Tutti disposti perfettamente attorno alla struttura centrale dedicata a Sardegna Ricerche (e ai quattro colossi dell’industria digitale mondiale, Amazon, Huawei, Microsoft e Accenture) come pianeti orbitanti intorno a una stella o ordinati circuiti elettrici connessi alla CPU.

ex_manifattura_tabacchi

Pochissime le note dolenti che ad ogni modo ci sembra onesto annotare nel redigere un bilancio della manifestazione.
La prima è senza dubbio il parcheggio in un’area in cui il numero dei posteggi è inversamente proporzionale al traffico di automobili. Le operazioni per gli espositori di carico e scarico dei materiali sono state difficoltose e hanno creato più di qualche ingorgo e disagio. Le aree di sosta limitrofe sono per lo più a pagamento e mediamente ubicate a poco meno di un chilometro di distanza dall’Ex Manifattura, una distanza non certo ragguardevole ma probabilmente proibitiva per i moltissimi cagliaritani che, caschi il mondo, “devono” per forza parcheggiare entro un raggio di 50 metri dalla destinazione agognata. Ad ogni modo i problemi su viabilità e posteggio non sono certamente imputabili all’organizzazione, se non per la scelta della location che, come detto precedentemente, è stata assolutamente un surplus e non certo un malus. Dunque un sacrificio a nostro avviso modesto e più che sostenibile. L’organizzazione inoltre ha fornito un pass alle aziende partecipanti per usufruire gratuitamente di un parcheggio presso la Stazione dei Treni.
Rivedibile secondo noi la Sala Conferenze. Il forte rimbombo ha penalizzato eccessivamente l’ascolto e unitamente alla scarsa illuminazione della sala e soprattutto del palco, ha fatto sì che l’esperienza fosse poco piacevole. Un aspetto sul quale non si potrà che fare meglio in futuro con piccoli accorgimenti.
Tutto il resto ha rasentato la perfezione. Anche il servizio bar e catering di Le Plus Bon ci è sembrato che abbia giovato della location. Oltre ad assicurare come sempre un prodotto qualitativamente molto buono, il servizio è stato efficiente, rapido e di comodo accesso per gli espositori. Un’ulteriore postazione all’aperto, il Biocorner, ha permesso di ripartire adeguatamente i flussi di persone all’ora di pranzo. Il quartiere Marina ricchissimo di bar e ristoranti è stato un complemento eccezionale, offrendo a operatori e visitatori un’ampia scelta ove pranzare anche al di fuori del Salone.

b2b versus b2c

Un punto sul quale ci siamo soffermati a riflettere, anche con altri colleghi e operatori ICT, è il pubblico a cui Sinnova si rivolge. Senza dubbio questa edizione è stata caratterizzata dagli incontri B2B con imprenditori, investitori e dalla sempre piacevole e proficua interazione con le altre aziende del settore. Svolgendosi infrasettimanalmente il Salone ha dichiaratamente espresso la sua vocazione verso il B2B piuttosto che verso il B2C (business to consumer). I vantaggi evidenti di questa scelta sono 2. Innanzitutto poter avere una rappresentanza della propria azienda a Sinnova durante i normali orari lavorativi senza dover sostenere costi extra, come viceversa sarebbe avvenuto se la manifestazione si fosse svolta nel weekend. In secondo luogo avere un pubblico di imprenditori in grado anch’essi di recarsi al salone “per lavoro”, fissare incontri e cogliere opportunità. Escludendo gli incontri con imprenditori e investitori che sono stati prestabiliti, ovvero fissati in anticipo prima che la manifestazione cominciasse, è proprio la figura dell’imprenditore che si presenta spontaneamente come ospite che è venuta a mancare. Non mancano i curiosi, gli appassionati, i geek. Non mancano gli accumulatori seriali di brochure, gadget, biglietti. Non manca la signora presente a tutte le inaugurazioni di qualsivoglia evento sempre alla caccia di qualcosa da sgranocchiare. Così come quelli a caccia di idee o che vorrebbero capire da te, operatore del settore, come tirare su il proprio business. In un contesto estremamente eterogeneo, gli Oculus Rift la fanno da padrone e suscitano grande curiosità per tutti ed entusiasmo negli studenti. Così come droni, stampanti 3D e l’IoT (Internet delle cose) nelle sue varie sfaccettature, sempre presenti e rappresentazione anch’essi di una tecnologia per così dire tangibile che ha un notevole appeal sui visitatori.
Ciò che emerge è che all’interno del Salone dell’Innovazione tante applicazioni avrebbero beneficiato sicuramente di un maggior numero di spettatori, potenziali utenti da coinvolgere, sottoscrittori da pescare in un mucchio allargato. Il coinvolgimento del proprio target specifico resta ovviamente ed esclusivamente affidato all’azienda. In questo senso riuscire a fare un’azione mirata che riesca a coinvolgere le persone al punto di farle allontanare dalla propria sede lavorativa per una visita alla fiera tecnologica appare oggettivamente non semplice.  E Sinnova, sempre più bella e sempre più grande, necessita di un lasso di tempo sempre maggiore per essere goduta a pieno.
Ipotizzare una Sinnova nel fine settimana comporterebbe sicuramente dei costi maggiori per le aziende e per gli organizzatori. Ma ragionevolmente possiamo presumere che sarebbe una vetrina molto più ampia in grado di avvicinare un maggior numero di persone alla tecnologia. I benefici di una tale scelta giustificherebbero i costi aggiuntivi da sostenere? Voi che ne pensate? Ci piacerebbe sentire in proposito la vostra opinione e in particolare quella di altri espositori presenti.


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Alessio Massidda is an Internet enthusiast since the web was born. Works in the field of communication by 18 years covering different roles. Today he is a creative director, UI/UX designer, copywriter, interested in marketing and branding. Loves traditional paper books, cinema, music, art and animals.

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