Premetto innanzitutto che in qualità di Designer non trovo niente di più stimolante che progettare un Logo.
I paragrafi che seguiranno non sono altro che un discorso informale col solo fine di illustrarvi in maniera semplice l’importanza di avere un Marchio, come e perché sceglierlo, spiegare per sommi capi il mio metodo di lavoro.
Un abito per tutte le occasioni

Il Brand non è solamente il vestito che un’azienda indossa in pubblico, ma è anche il pigiama che si infila prima di andare a letto.
Invitato a una serata di gala sicuramente cercherei di apparire al meglio delle mie possibilità: andrei dal barbiere innanzitutto, se non fosse che ho troppi pochi capelli in testa, magari mi farei la pulizia dei denti qualche giorno prima, di sicuro tirerei fuori dal guardaroba il mio abito migliore e indosserei quelle bellissime scarpe che ho ormai da 5 anni ma che ho usato appena 3 volte. Affronterei la serata con eleganza e sicurezza, tornerei a casa soddisfatto, mi leverei gli abiti di dosso, partendo con immensa gioia e sollievo dalle mie bellissime scarpe (non appena entrato in ascensore) e andrei, stanco ma sereno, beatamente a dormire. Tutto perfetto. Ma se con quelle calzature ci fossi andato a letto o se con quell’abito dovessi andare in spiaggia il giorno dopo? Non penso che userei la parola “perfetto” in alcuna delle mie giornate.
Sono in molti a pensare che il Logo sia come il completo buono, ovvero serva a farvi apparire al massimo delle vostre possibilità, migliori e magari anche un po’ diversi. Ma al contrario dei vostri indumenti che possono essere messi, dismessi o buttati a seconda delle circostanze, il brand ce l’avete incollato addosso e più che un abito è una seconda pelle.
Per questo motivo è fondamentale che vi calzi a pennello e sia “buono” per tutte le occasioni: deve innanzitutto riflettere il vostro essere, la vostra personalità, la vostra filosofia di vita, vi deve appartenere e voi appartenere a lui. E’ estremamente importante non disattendere le aspettative dei vostri potenziali clienti: avere un logo di tipo istituzionale o corporativo non avrebbe senso qualora abbiate una piccola attività magari a conduzione familiare. Avrete sicuramente più credibilità mostrandovi per come realmente siete piuttosto che ostentando doti di cui non siete in possesso.
Il Briefing
Questa è una fase cruciale del processo ed è imprescindibile la vostra partecipazione. Incontrarsi, conoscersi e stabilire un rapporto umano è, a mio parere, sempre la cosa migliore sebbene non la reputi assolutamente di fondamentale importanza. E’ essenziale però che ci forniate delle informazioni precise sulla vostra attività. In questa fase stabiliremo assieme chi siete, cosa fate, come lo fate e per chi. Valuteremo la necessità di eseguire ulteriori indagini di mercato e individueremo il target del vostro prodotto, ci direte anche qualcosa sui vostri gusti personali. La compilazione di un questionario da parte vostra spesso è più che sufficiente per stabilire in tempi rapidi in che maniera procedere. Il briefing è ciò che indirizzerà il designer, me nel caso specifico, nella stesura delle prime bozze e se ben fatto consentirà un enorme risparmio di tempo sia a me che a voi.
- COMMITTENTE:
- NOME DELL’AZIENDA / MARCHIO / PRODOTTO:
- SLOGAN:
- ATTIVITA’ PRINCIPALE (descrizione):
- SETTORE:
- CONCORRENTI DIRETTI:
- IL LOGO DEVE COMUNICARE:
- #1
- #2
- #3
- TARGET DI RIFERIMENTO (clientela abituale e potenziale):
- COLORI PREFERITI E NON:
- FONTS e/o STILE:
- MARCHI CHE VI PIACCIONO (concorrenti e non):
- DOVE IL LOGO VERRA’ UTILIZZATO (es. Web, T-Shirt, etc…):
- NOTE AGGIUNTIVE:
Una volta “archiviate” queste informazioni siamo pronti per la fase successiva e possiamo iniziare finalmente a sviluppare il Brand.
Dal questionario dovrebbe essere emersa la vostra predilezione per uno dei seguenti
Tipologie di logo
Iconic/Symbolic – si tratta di un simbolo grafico, un’ icona unica, distintiva, memorabile, senza la presenza del nome associato ad essa. Difficilmente una compagnia può ambire a immettersi nel mercato con questa tipologia di logo, è pratica più comune partire con un’icona accompagnata dal testo (Combination Marks) e solo una volta che il marchio si è consolidato nel corso degli anni ed è conosciuto e riconosciuto da tutti, si può eliminarne il testo. Il marchio Nike è un perfetto esempio di logo simbolico, l’illustrazione sottostante ne mostra i cambiamenti nel corso degli anni, Apple e Shell sono altri esempi significativi.

Logotype/Wordmark - è il marchio solamente testuale (lettering), per cui il carattere utilizzato deve essere unico, creato ad hoc o quantomeno avere delle peculiarità o degli accorgimenti che lo rendano tale. IBM, Coca Cola, Facebook sono tra gli esempi più famosi di logotipo.

Combination Marks – è la combinazione di un simbolo grafico con una parte di testo. Questi due elementi possono essere separati e distinti come nel logo WWF, in cui abbiamo il testo e l’icona del panda che può esistere a prescindere dalla scritta (iconic/symbol) o come nel logo Starbucks in cui il testo ruota attorno all’immagine e si fondono in un’ unica icona in cui la grafica è perfettamente integrata col testo. Tengo a precisare che questi due grandi colossi nei rispettivi settori hanno ormai fatto sparire il nome dal proprio logo e come nel caso Nike illustrato precedentemente è facile che possiate trovarli nella nuova veste senza testo. Un’ ultima distinzione per quanto riguarda questa categoria è lo sviluppo del logo, “wide” quando il testo affianca l’icona come nel caso di Ubuntu qui sotto e “portrait” come il marchio WWF sopracitato in cui il nome della compagnia è sotto l’icona del panda.

Time to Design
E’ indubbiamente la parte più creativa del mio lavoro ed è l’estrema sintesi di tutto ciò che è stato discusso con voi nel briefing. Prima di procedere al disegno grafico, rigorosamente vettoriale in quanto, per chi non lo sapesse, permette la scalabilità del medesimo senza perdita di definizione, elaboro tutte le informazioni raccolte e sviluppo mentalmente un concetto che andrò successivamente a tradurre in grafica. A seconda del tipo di lavoro butto giù qualche schizzo a matita per rendermi conto se ciò che avevo in mente è “volumetricamente” realizzabile o qualora lo stesso disegno a matita servisse come base per la grafica vettoriale. In linea di massima parto col disegnare un’icona che possa condensare gli elementi cruciali emersi dal briefing. Successivamente associo il font ma questa cronologia non è vincolante e a seconda del tipo di prodotto o del tipo di logo che ho in mente o dei vostri gusti, può avvenire il contrario. Adobe Illustrator è il programma che prediligo e che utilizzo per la realizzazione del marchio in grafica vettoriale. Solitamente realizzo 3 o 4 bozze prima di proporvi qualcosa. La mia prassi è inviare via mail o condividere tramite Dropbox le proposte in .jpg o .png, dopo di che attendo dei feedback da parte vostra prima di rimettere mano sui file per eventuali variazioni o modifiche o, se siamo proprio sfortunati, ricominciare daccapo. I vostri feedback sono quanto di più importante perché possa realizzare un logo che soddisfi pienamente voi e me, siate certi che da questo confronto nascerà un grande brand!
Communication
Realizzato il brand, a completamento della vostra “corporate image” serve una strategia commerciale per comunicare agli altri che esistete. Pubblicità sì, ma non solo. Si parte con l’immagine coordinata, biglietti da visita e carta intestata a prescindere
In base al vostro prodotto e al vostro budget studiamo la comunicazione più efficace per la divulgazione del vostro marchio all’insegna dell’ottimizzazione e della coerenza. Crediamo molto nelle forme di comunicazione sia classiche che future, dalla carta stampata agli smartphone, passando per i social network. Tutto si può realizzare. L’importante è farlo in modo chiaro e univoco al fine di farvi emergere, risaltare e soprattutto guadagnare.





